Diamante mandarino bruno eumo

Bruno eumo (maschio)

Ho visto per la prima volta questa mutazione nel 1993, in una delle mie tante visite negli allevamenti di esotici dell’Emilia Romagna, la Romagna allora era la patria degli uccelli esotici e del Club dell’Esotico. I piccoli diamante mandarino eumo, ricordo, erano tutti a base grigio, e presentavano degli evidenti problemi strutturali tanto che alcuni mutati non riuscivano nemmeno a volare, il loro piumaggio era particolarmente delicato ed era quindi quasi impossibile vedere un soggetto eumo con piumaggio a posto. Inizialmente questa mutazione venne chiamata “ventre nero” in quanto i diamante mandarino eumo presentavano un forte eumelanismo soprattutto ventrale. Indubbiamente la nuova mutazione era affascinante, ma il piumaggio scomposto e la precaria struttura dei soggetti limitarono l’interesse degli allevatori di allora verso questa specie, fra l’altro in quegl’anni veniavano ancora importati innumerevoli specie di uccelli esotici da tutti i continenti.

Bruno eumo (femmina)

Dopo quella splendida giornata passata fra allevamenti e grossisti di uccelli della Romagna dovetti aspettare cinque anni per rivedere un diamante mandarino eumo, precisamente a Zebras ‘98, la consueta mostra del Club dell’esotico dedicata al diamante mandarino che a quei tempi si teneva a Campogalliano di Modena. Il soggetto esposto era precisamente un maschio grigio mascherato eumo del fraterno amico Alessandro Cinti. Il combinato eumo fu molto apprezzato da giudici e dagli esperti del settore tanto che Manuele Piccinini, allora un semplice allevatore, lo stesso anno gli dedicò un bellissimo articolo su Italia Ortnitologica.

Grigio mascherato eumo esposto a Zebras ’98 (allevamento Alessandro Cinti)

Fotografai con ammirazione quel combinato grigio mascherato eumo rimpiangendo tutti quei piccoli grigio eumo visti anni prima ed oramai introvabili. La mutazione infatti dopo cinque anni era già molto rara e chi la possedeva la conservava gelosamente. A cavallo del nuovo millennio c’erano pochi soggetti eumo in Italia ed i pochi esemplari rimasti non furono selezionati a dovere tanto che negli anni a seguire la mutazione è praticamente scomparsa dalle nostre mostre ornitologiche. Un vero peccato, pensando alla grande crescita selettiva che hanno invece avuto altre mutazioni a quei tempi poco allevate come la petto nero, la petto bianco, la petto arancio, la guancia ecc. A tutta questa grande crescita selettiva e generazionale italiana del diamante mandarino la mutazione eumo è così rimasta purtroppo fuori.

Ma che fine avranno fatto tutti quei ventre nero? possibile che questa mutazione recessiva si sia estinta così rapidamente? Naturalmente no, fortunatamente per noi alcuni allevatori nord europei, olandesi e belgi, ma soprattutto inglesi hanno in questi anni continuato a selezionarla con successo riuscendo ad eliminare anche i problemi strutturali che la mutazione aveva inizialmente. Non sò di chi sia il merito di questo successo selettivo, se dei bravissimi allevatori olandesi o degli altrettanto bravi allevatori inglesi che hanno immesso la mutazione nei loro diamante mandarino di grande struttura, di fatto da qualche anno, anche se in limitato numero, la mutazione è stata di nuovo importata in Italia ed è ricomparsa nelle varie mostre specialistiche suscitando nuovamente grande interesse fra gli appassionati. In mostre del Nord Europa la mutazione eumo è da molti anni una presenza stabile, in show come quello di Veenendaal in Olanda, la più grande e prestigiosa mostra d’Europa dedicata al diamante mandarino è consuetudine ammirare soggetti eumo di buona fattura nelle varie basi: grigio, bruno, dorso chiaro e mascherato, e persino dei combinati eumo fantastici, infatti per effetto dell’eumelanismo i combinati eumo mostrano disegni e colori particolari ed inediti.

Bruno eumo (coppia)

Memore di tanta ammirazione per questa mutazione in questi ultimi anni ho cercato di venire in possesso di qualche mutato eumo e quest’anno finalmente ci sono riuscito. I soggetti sono di provenienza olandese e precisamente del noto allevatore Bob Roerhorst, sono esattamente tre mutati eumo,, un maschio e due femmine e quattro portatori due maschi e due femmine, ma sono purtroppo tutti a base bruno. Io avrei preferito dei soggetti eumo a base grigio in quanto su questa base i disegni eumelanici sono neri e quindi più accattivanti, ma per ora va bene così.

Bruno portatore di eumo (maschio)

Bruno portatore di eumo (femmina)

I sette soggetti godono tutti di ottima salute, volano molto bene, presentano un buon piumaggio, una buona taglia e forma, insomma hanno già raggiunto una buona selezione. Spero di riuscire a tirar fuori qualche piccolo bruno eumo quest’anno e magari fare qualche grigio portatore di eumo da lavorare l’anno prossimo. Se riuscirò ad esporre qualche soggetto sarà interessante vedere come i giudici italiani valuteranno i miei bruno eumo magari a confronto con i grigio eumo già presenti da alcuni anni nelle nostre mostre. Di una cosa sono certo la presenza costante di questi mutati eumo anche su più basi nelle varie mostre ornitologiche obbligherà presto o tardi la C.T.N. I.E.I. ad elaborare anche per loro uno standard adeguato in modo da dare agli allevatori delle indicazioni precise per attuare una selezione mirata e migliorativa della specie.

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